A Graziano Amadori

A Graziano.

Sono tante le rughe che si formano sul viso. Alcune sono solo figlie del tempo, altre della fatica. Ma basta un sorriso, una risata, per farle sparire. Anche se solo per un attimo. E la cosa diventa contagiosa: più si sorride e più si è belli. Non necessariamente questa formula dell’eterna giovinezza vale per tutti. Anzi. In tanti perdono di vista quanto possa essere entusiasmante il viaggio nella quotidianità. Ma questa legge non scritta è certamente vera e verificata, come direbbero i puristi della matematica e della geometria, per il maestro Graziano Amadori, esempio di stile e di umanità, indiscusso presidente di giuria della GDD Fashion Week.

La sua scomparsa ha generato dolore e vuoto. La GDD Fashion Week era una parte della sua famiglia: quella composta dai sogni e dalle speranze di tanti giovani stilisti alla ricerca di consigli e suggerimenti. Lui c’era sempre. Dietro il palco per incoraggiare, davanti ad un buon bicchiere di vino per brindare e di fronte a qualche lacrima quando era necessario consolare. Non solo un presidente di giuria, ma un fratellone dispensatore ufficiale di coccole, al pari di chi, dopo un anno di lavoro, torna a casa per respirare l’emozione positiva della vita. È stato lui a credere in questo progetto prima di tanti altri, a sostenerlo, ad impegnarsi per fare in modo che la GDD entrasse nel mondo della moda, quello vero ed autentico, quello delle persone che lavorano, che credono in sé stessi. Le sue collezioni hanno illuminato le serate di gala meglio delle stelle che si affollano sopra il palco. La sua commozione dimostra che ogni sacrificio può essere ripagato.

Graziano Amadori ha accertato che esiste una sola strada da percorrere: quella dell’amore. Lo ha fatto esprimendo la sua arte, nell’atto sublime della creazione. Lo ha fatto nella condivisione più totale, alla ricerca della parte migliore di ogni essere umano che lo ha potuto incontrare. Se la GDD ha saputo foraggiare una visione organizzativa diversa, lontano dalle logiche dei numeri, il merito è suo. Le lacrime da versare sarebbero tante e giustificate, al pari della rabbia che spesso viene usata come giustificazione dell’inspiegabile. Ma Graziano Amadori era tutt’altro. Il suo ricordo di artista è affidato alle immagini dei suoi mille abiti, la sua amicizia alle mille telefonate compiute in questi anni per dire semplicemente un ciao, il suo calore è nei cuori della GDD. Per sempre.

Buon viaggio presidente, il brindisi te lo rivolgiamo alzando gli occhi al cielo. Perdonaci se questa volta abbiamo gli occhi lucidi e se il sorriso non riesce a nascondere qualche nostra ruga. Siamo i tuoi ragazzi, un po’ speciali e un po’ folli che vogliono solo abbracciarti. Ancora una volta.

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